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Addio a Pavarotti, un mito italiano

Dopo la lotta contro il tumore, l´11 novembre si è spento il grande Luciano
di Roberta Calvanese
e Gabriella Zampelli

   Si è diffusa a tempi di record in tutto il mondo la notizia della morte di Luciano Pavarotti,rimbalzando dai notiziari di agenzia ai media televisivi e radiofonici e sui siti internet,a testimonianza della fama ineguagliabile del cantante e del suo carisma. Una sua frase: "Una vita spesa per la musica è una vita spesa bene. Ricordatemi come un cantante d´opera". Commozione in tutto il mondo:dai "grandi" della Terra, alle star, ai semplici cittadini. Big Luciano è morto alle 5 di mattina dell´11 novembre 2007 nella sua villa a sud di Modena. Era da tempo malato di tumore al pancreas. Il tenore, 71 anni, era stato operato l´anno scorso, ma aveva avuto nel mese di ottobre un peggioramento mentre si trovava nella sua casa sulle colline di Pesaro. L´8 agosto era stato ricoverato, per un´infezione polmonare, con difficoltà respiratorie e febbre alta. Dopo la degenza, che si era prolungata più del previsto, il 25 agosto era tornato a casa, dove è sempre stato seguito dai medici del dipartimento di oncologia di Modena. L´ultima apparizione di Big Luciano era stato il Nessun dorma, cantato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali a Torino, nel febbraio dello Foto Articolo scorso anno, mentre il suo ultimo concerto si era svolto a Taipei nel dicembre 2005. La sua lunghissima e fortunata carriera è stata costellata da eccezionali successi ma, soprattutto negli ultimi anni, anche da feroci critiche: sia per la sua ostinazione a voler continuare a interpretare i ruoli che più amava, nonostante l´età avanzata e la voce che non era più quella, meravigliosa, degli anni migliori. I funerali del tenore soni stati celebrati il giorno 15 novembre 2007 alle ore 15 nel Duomo di Modena.Lo sguardo di tutti era rivolto alla bara in acero chiaro circondata da rose rosse, lilium e girasoli. Nelle prime file i familiari con la moglie Nicoletta,l´ex moglie Adua con le tre figlie, e gli amici intimi. Presenti molti ministri e autorità. Tanti i cantanti, amici di Luciano: fuori oltre cinquantamila persone seguivano le esequie (sui maxischermi) dalle strade e dalle piazze del centro storico. La messa è stata officiata da Monsignor Cocchi, che ha letto il messaggio e la benedizione apostolica di Papa Benedetto XVI: "Si prova un sentimento di cordoglio per la dipartita del grande artista che con grande talento interpretativo ha onorato il dono divino della musica". Poi è toccato ad Andrea Bocelli cantare al momento della comunione l´Ave Verum Corpus di Mozart.

   Monsignor Cocchi poi ha letto il messaggio di Alice, 4 anni, figlia di Luciano e Nicoletta: "Papà, so che mi hai tanto amata e so che mi proteggerai sempre. Ti porterò con me nel mio cuore bambino". Una suora ha letto una preghiera a nome delle tre figlie di Pavarotti (avute dalla prima moglie): "Ti ringraziamo Signore per avergli fatto dono di una voce capace di toccare le corde dell´anima". Alla fine un lungo applauso ha accompagnato l´uscita della bara dal Duomo. In sottofondo le note di "Vincerò" cantata da Pavarotti,mentre la pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori colorava il cielo. Pavarotti ora riposa nella tomba di famiglia al cimitero di Montale di Castelnuovo Rangone. Il sindaco di Modena, Giorgio Pighi, proporrà che a Pavarotti sia intitolato il Teatro comunale della città. "Ci lascia un grande artista, un uomo buono - ha affermato - Luciano Pavarotti ha dato lustro a Modena nel mondo".

   Roberta Calvanese
e Gabriella Zampelli